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CHIESE :: S. Agata
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(sec.XIV)
demolita agli inizi del nostro secolo
Agli inizi secolo la chiesa era così descritta:
"La chiesolina campestre di Fara quasi distrutta,
va notata per un pregevole portale trecentesco di
semplice fattura, di proporzioni eleganti, che ne
formava l'unico ornamento. Forme slanciate, organismo
gotico ridotto alla più semplice espressione,
arco acuto nella lunetta e nell'archivolto sovraccaricato
di un timpano sporgente, sono le note caratteristiche
del portale, ove l'ornamento è distribuito
con grande parsimonia. Mancano le colonnine cordonali
accantonate nel risaltare delle spalle, che invece
sono guarnite di gusci e bastoni, talvolta compiuti
da piccoli congedi. Larghe foglie di palma occupano
il sottarco a scivolo e punte di diamante gli spigoli
laterali del frontone. I capitelli sono costituiti
di un grande guscio posto al di sotto di un listello,
l'architrave è nudo, e la lunetta contornata
da un bastone mostrava la Vergine col Bambino attribuita
a maestro Nicola Gallutio et filio Joanne, che nel
1438 per ordine dei conti Orsini abbellito di pitture
e di sculture le chiese di Sant' Agata e Sant'Eufemia."
In nota " il piccolo portale, minacciando rovina,
è stato trasportato in paese e murato in
una casa presso la chiesa parrocchiale a cura del
Ministero dell'Istruzione. Nel trasportoi andò
distrutta la pittura della lunetta.
(Gavini, Storia dell'architettura in Abruzzo, parte
quarta. Il Duecento, pag.333 -BaIzano, L' Arte abruzzese.
pag.50)
S. AGATA (IL SANTO)
Vergine e martire catanese, visse pare al tempo
diDecio (251). Le prime notizie risalgono al VI
secolo, era venerata a Roma e Cartagine. La tradizione
vuole che durante il martirio le fossero recisi
i seni, per questo le donne la presero a protettrice
dei mali del petto. Papa Gregorio Magno le dedicò
la chiesa dei Goti nella Suburra. La festa cade
il 5 febbraio.
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