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TRADIZIONI :: Il
libro sulle farchie
Premessa
Giuliano Davide Di Menna
Il
lavoro qui svolto deriva dall'osservazione della
Festa nelle edizioni comprese tra il 1993 e 2000.
Oltre alla partecipazione diretta alla festa molte
informazioni sono state ottenute con interviste
a persone di Fara rilasciate anche in altri periodi
dell'anno.
Fara Filiorum Petri è sita presso il Parco
Nazionale della Majella (Abruzzo) laddove i fiumi
Vesola S. Angelo, Fòro e Vesola S. Martino
formano un'articolata confluenza che si apre alla
valle che traccia dalla montagna sino al mare Adriatico,
meglio nota come Valle del Foro. All'interno di
essa, poggiato su un antico terrazzo fluviale, anticamente
circondato da boschi di querce e orti si sviluppa
il nucleo urbano con gran parte del territorio solcato
da canali e formali che alimentavano cartiere e
valchiere. Di origine longobarda, fondata presumibilmente
nel secolo Xl, Fara si trovò più volte
coinvolta nelle partizioni feudali, volute dalla
nobiltà di origine franco-longobarda e poi
normanna. Successivamente, diventato feudo della
potente famiglia romana degli Orsini-Colonna, fu
abitata da una florida e potente borghesia rurale,
dedita alla lavorazione dei tessuti di lana, allevamento
e agricoltura. Famosa nel circondario per i fertili
orti, nell'Otto- cento risultava grande produttrice
di cipolle. L'emigrazione di fine-Ottocento e poi
quella successiva al II Conflitto Mondiale, ridusse
di molto la popolazione (2391 abitanti nel 1951
, 1795 nel 1985).
Solo con gli anni '80 a seguito del rilancio delle
attività legate alla piccola industria e
artigianato, innescarono un processo di modificazione
sociale peraltro generale in tutto il Chietino,
determinando la fine dell'emigrazione e l'inizio
di una nuova fase culturale, tuttora in atto.
La tradizione delle Farchie, legata ad un culto
di origine contadina, assume un nuovo valore quando
ad essere determinante è essenzialmente il
suo ruolo socializzante e di grande manifesto dell'identità
locale. I significati apotropaici risultano essere
quelli tradizionali mentre tutti gli abitanti considerano
la Festa una grande espressione dell'identità
paesana, iniziatica ed importante quale manifestazione
del proprio senso di appartenenza.
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