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CITTA' :: Paesaggio
Il
centro antico
Sorge su un promontorio breccioso delimitato dal
Foro e dagli affluenti Vesola S. Angelo e S.Martino,
posto all'interno della Valle del Foro tra le colline
di Casacanditella e i Colli faresi. Lo sviluppo
urbanistico richiama una tipologia fusiforme. La
posizione arroccata è una chiara conseguenza
del carattere strategico-militare che il nucleo
altomedievale (la "fara" primitiva), aveva
nel territorio: il villaggio oltre ad essere protetto
dalle ripide pendici dell'altura, era anche circondato
dal Foro e dalla Vesola, le cui acque ed i letti
erano più protettivi di qualsiasi fossato.
Il
paesaggio agrario
Il territorio si estende nella zona di transizione
tra le falde della Maiella ed la dorsale collinare
preappenninico. Si compone quindi di una zona
a carattere pedemontano ed una zona collinare
argillosa; in quest'ultima è più
diffusa la coltivazione degli olivi ed alberi
fruttiferi.
Le
strade storiche
Le strade di terra battuta ancora presenti nel
territorio sono memoria di precedenti sistemazioni
agrarie (sec. XV-XVIII). Soprattutto via Madonna
si caratterizza per i lunghi filari di querce.
Il territorio comunale è anche attraversato
dal Tratturo Centurelle-Montesecco.
Descrizioni di geografi e viaggiatori
del passato
Nel 1804 Giustiniani
scrive:
"FARA FILIORUM PETRI terra in Abruzzo citeriore,
sotto la giurisdizione dell'abate di Montecassino
, distante da Chieti miglia 8 in circa. Vedesi
edificata su di una collina in mezzo di una valle,
ad oriente della quale corre il fiume Foro, che
nasce circa un miglio distante dall'abitato, ad
occidente corre altro picciol fiume, che si unisce
col primo, e tutti e due danno agli abitanti delle
anguille, e dè barbi, e cavetole. In oggi
è abitata da circa 1400 individui addetti
all'agricoltura, ed alla pastorizia. La tassa
del 1532 fu di fuochi 59, del 1545 di 61, del
1561 di 68, del 1595 di 98, del 1648 dello stesso
numero, e del 1609 di 73. Il suo territorio confinante
con Casacanditella, Sammartino, Pretoro, Roccamontepiano
e Bucchianico, dà del grano, frumentone,
del vino, dell'olio, e degli ortaggi, e specialmente
cipolle. Sonovi delle parti addette al pascolo
degli animali, ed evvi caccia di quadrupedi, e
di volatili. Vi è dell'acqua in abbondanza,
ma appena anima una cartiera, ed una valchiera.
Tra i suoi naturali non evvi qualche altra industria,
o manifattura da menzionare. Questa terra è
nomi- nata nel catalogo dè baroni, pubblicato
dal dotto Borrelli, in cui si legge: Oderisius
Abbas Sancti Clementis in Piscaria, que est in
ComitatuManupelli tenet in Tete Faram (...). Quando,
e perchè dato l'avessero l'aggiunto di
Filiorum Petri, non saprei per ora assegnare ragione
al mio leggitore. Nel 1446 si possedea da Francesco
de Riccardis di Ortona. Dal Re Cattolico fu conceduta
a Fabrizio Colonna. Nel 1623 Raimondo di Cardona
la vendè a Gabriele Barone col patto di
retrovendendo per ducati 3000. Fabrizio di Capua,
ed Isabella Gallaranam conjugi asserirono di tenere
per titolo di aggiudicazione per causa delle doti
da essa isabella fatta a Michele Costa suo suocero,
la terra di Fara filiorum Petri, Preturo, e Penna,
col peso di retrovendendo ad Ascanio Colonna per
ducati 7000, per li quali furono vendute da Fabrizio
Colonna a Gio: Batista Spinelli conte di Cariati,
per retrovenderle ad esso Ascanio." (Giustiniani)
Enrico Abbate così
descrive Fara nel 1903:
"Fara Filiorum Petri (210m - abit. 2217 -
Per alloggio e vitto rivolgersi a De Vitis Achille
- Mand. e Circond. di Chieti (Km 21,6) - Uff.
postale - Staz. ferr. Francavilla (Km 25.3) -
Corriere postale v. Francavilla e per Chieti v.
Chieti) - Il paese è situato sopra una
collinetta, a E. della quale scorre il Foro. In
vicinanza di Fara la Vesola, che nasce Palazzo
in via Roma-part. loggia (sec. XVI)
dalle radici della Maiella, mette foce nel Foro;
questa strada facendo, per le contrade di Casacanditella,
Vacri, Villamagna e Miglianico, raccoglie vari
rivi è torrenti, così il paese è
fiancheggiato da due fiumi che lo rendono un po'
umido al crepuscolo. Nella chiesa parrocchiale
si conserva una croce di arte antica, pregevole,
sebbene deturpata da restauri. Il territorio è
in parte a pascoli in parte coltivato a cereali,
vini, olivi, ortaggi, specialmente cipolle, per
cui il paese volgarmente è detto: Fara
Cipollara - Fino dal secolo XIII ebbe il nome
di Fara, ma si ignora quando e perchè prese
l'appellativo singolare di Filiorum Petri. Secondo
la tradizione ciò sarebbe avvenuto perchè
un Pietro castaldo, amministratore locale di un
appezzamento di terra per servizi prestati e fedeltà,
fu ricambiato con donazione del detto appezzamento
dai principi longobardi (che di origine longobarda
si ritiene Fara, parola indicante riunione o famiglia);
avendo numerosa famiglia, per distinzione da altre
Fare, fu la sua, in omaggio allo stipite Pietro,
così denominato. Certo è che questo
comune fu feudo delle famiglie Ricardis, Colonna,
Cardone, Barone di Capua, Costa e Spinelli. Bella
è un' escursione alle sorgenti del Foro,
luogo romantico, a cui si può andare in
meno di un' ora, anche con carrozza. Notevoli
anche le cascate che animano i mulini. (E.Abbate.
pag. 316)
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