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:: TRADIZIONI :: il Mercato e le sue origini


Siamo agli inizi: del 1900, nel XX secolo, denominato secolo di cambiamento, del progresso. Fara non si smentisce, puntualmente risponde al cambiamento e al progresso "nasce il mercato".
Arriva l'anno 1905, si profila a Fara una tornata di elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale: scadenza del mandato 1910.
Scendono in competizione due opposte liste, Alleanza per Fara e Gruppo Locale, dalla cui lista viene candidato un certo Giovanni Battista, meglio conosciuto come "capo banda", in quanto maestro e direttore fin dalla sua giovanissima età, della locale banda musicale.
Questo baldanzoso Sigismondi oltre a possedere ottimi requisiti musicali, evidenzia altre doti: intelligenza, spirito di iniziative e grande capacità organizzative, per così dire: -uomo cha sa il fatto suo.
Eletto Sindaco del paese a larga maggioranza, con zelo e responsabilità si mette a completo servizio del paese e del cittadino; pone sul tappeto i suoi ambiziosi progetti con prospettive di benessere, dì non poca entità per il paese tutto.
Come obiettivo primario si propone di allestire e realizzare a Fara, entro breve tempo, il "mercato".
L'illuminante ispirazione, gli viene suggerita dalla fiera
- mercato del venerdì - santo, allestita da secoli in contrada Madonna del Ponte, con un'affluenza di partecipanti sempre
numerosa, da consentire un volume di affari nella compra -vendita di relevanti entità e garantire al paese consistenti vantaggi economici.
Il Sigismondi, conscio di tale importanza e consapevole della posizione fulcro di Fara, decide di allestire un grande mercato settimanale. Infatti il Paese gode di una posizione centrale della zona circostante, punto di riferimento, passaggio obbligato per i vicini paesi, viene in tal modo avvantaggiato da questi tali fattori da diventare competitivo con i mercati delle grandi città.
Il Sigismondi va oltre; entusiasta di allestire un grande mercato, nutre ambiziosi progetti di espansionismo commerciale per la piccola Fara e sogna di proiettarla verso un luminoso e non lontano prosperoso futuro.

IL MERCATO SI AVVIA COSI' VERSO LA SUA REALIZZAZIONE
Il sindaco, seguendo la prassi riunisce il consiglio comunale, introduce la sua relazione, pone come argomento prioritario nella discussione, la nascita del mercato, gli infiniti vantaggi economici per il paese e le difficoltà per realizzarlo. Si accende un vivace, animato dibattito ,ricco di pareri e valutazioni contrastanti, tali da sfociare in confusione e incomprensioni, ma il sindaco con pacata calma, riesce alla fine a mettere tutti d'accordo ed ottenere unanimi consensi alla realizzazione del mercato, ma rimane un'ultimo scoglio da superare, scegliere il giorno della settimana per allestire il mercato.
Dopo aver analizzato attentamente il calendario dei mercati settimanali della zona, il sindaco indica le località e giorni della settimana, dove essi vengono allestiti:

lunedì Castellammare, oggi "Pescara"
martedì Chieti
giovedì Ortona
venerdì Manoppello
sabato Lanciano
domenica Guardiagrele

resta dunque disponibile il mercoledì.
Il Sigismondi decide che allestito il mercoledì, unico giorno disponibile.
Con larghe vedute, fiducioso il sindaco si fa carico di far pervenire a Fara gli stessi imprenditori di mercato che operano durante la settimana, coi rispettivi padiglioni : bestiame, stoffe, mercerie in genere, frutta e verdure, ecc., di immettere nel mercato produttori locali in modo da consentire ampie possibilità di scelta, infine richiamare operatori di legge e notai di far si che il paese divenga luogo di compra-vendite dei beni immobiliari terreni, stabili ecc.
Sono dei vantaggiosi benefici per il paese, capace di trasformare Fara come centro di riferimento commerciale all'intera zona circostante.

CI SI AVVIA ALLA FASE FINALE, DARE IL VIA AL MERCATO
Il sindaco, ottenuti unanimi consensi dal consiglio comunale, stilati gli ultimi dettagli, si appresta a superare il difficile ostacolo di far pervenire a Fara venditori e acquirenti, per poter dare il via al mercato. Inizialmente si fa ampio affidamento sulla partecipazione dei produttori e acquirenti locali, ma il sindaco consapevole di tale difficoltà, si adopera attivamente nell' avvisare l'intera cittadinanza, inviando fidati emissari di fa sì, che vi sa la partecipazione di tutti, unitamente ad allestire e dare il via al mercato, con appuntamento all'imminente prossimo mercoledì-mercato.
Purtroppo, malauguratamente nel mercoledì-mercato, non vi sono ombre di persone,. si ripete il solito abituale mercoledì della settimana.

SIAMO NELLA DIFFICILE DELICATA FASE FINALE
Il sindaco, analizza attentamente la mancata partecipazione della gente, con coraggio decide di intervenire in prima persona per. incontrare direttamente il cittadino, recandosi a far visite le intere contrade di Fara, alla sera a fine lavoro.
L'incontro è cordiale, con un dialogo aperto e costruttivo, il sindaco intuisce che per essere convincente il linguaggio da usare dev'essere di forma confidenziale, "dialetto paesano", così si esprime:
- Merculedì, a la Fare nasce lu mercate, avèta menì tutte quìnte, hummene e femmene, purtète avvènne tutte ler cose che tenète da vènne a lu mercate-vètille gnèlle. Cuniè,
pullastre, ove ,patate insomme tutte la mèrce che se vènne a lu mercate. Hèmme fa nasce lu mercate a la Fare pe lu bbène de tutte lu paèse e hugnune a da fa la parte sè.

CITTADINO: -ma nu nen tenèmme lu tèmpe pe -mmenì a lu mercate: avèmme fatìa ngampagne, stattorne e gguvernà le bbestie, gna vìde nen tenème lu tèmpe manche pa repìa lu fiate, ma Segnerì nen pu capì!
SINDACO: -ma lu tèmpe la vèta truvà lu tèmpe cce stà pe tutte le cose, lu mercate è mburtante, sa da fa a tutte coste, lu merculedì a la Fara sa da fa lu mercate e pe le fa, nesciune sa da terà arrète, hugnune a da fa la parta sè veramente vulèmme bbene a la Fara.
Ve rendète che vuol dire a ttenè lu mercate dèntre a la case? na vète ichiù pe le fire avvènne hu a- ccattà na bbèstie e fa km. De strade a-ppète, mezza la provele o stt'allacque e camenà le jurne ntère.
Merculedì, le truvete a lu mercate de la Fara, dentre a la case.
Ve raccumanne, merculedì tutte avetà menì, nesciune a da mancà, pecchè a la Fare nasce lu mercate e per ve la recurdà, facce sunà le ccampane a festa e le facce arepete tutte le merculedì, perciò menete tutte, senno ve facce menì a pià da le carabbenìre...

Si arriva nel mercoledì dell'annunciata nascita del mercato, il paese si sveglia al suono delle campane a festa.
Arrivano i primi venditori e acquirenti, sono paesani, pochi, timidi ed impacciati.
Si intrecciano piccoli affari. Il sindaco presente in prima persona invoca ancora una volta alla partecipazione di tutta la cittadinanza, in forma massiccia, convincente.

I MERCOLEDI' SI SUSSEGUONO, IL MERCATO ACQUISTA CREDIBILITA'
La presenza dei paesani, si va via-via consolidando per affollare il mercato con profitto e interesse. L'eco delle campagne a festa, viene raccolto dai paesi dei dintorni al punto di portare massicce presenze di venditori e acquirenti e trarne vantaggiose convenienze economiche.
Arrivano imprenditori di mercato che operano durante la settimana, ad allestire i vari padiglioni e consacrare il mercato di Fara un'autentica realtà, di pari competitività con i mercati delle grandi città.
Si arriva nel mercoledì della 4^ settimana di marzo del 1909, dove il mercato di Fara Filiorum Petri, veniva ufficializzato e legalizzato a tutti gli effetti di legge, per essere a sua volta elencato nel calendario dei mercati settimanali della zona.
Il mercato di Fara oggi - seguendo pari passi l'evoluzione dei tempi, allestito e concepito nella sua modernità, rimane vegeto e competitivo a tutti gli effetti.
Pertanto si appresta a compiere i suoi 100 anni di vita, dove noi tutti, indistintamente faresi e forestieri, partecipi del mercato, iamo anorati di festeggiarlo assieme allo scomparso sindaco "Giovanni Battista Sigismondi", ideatore e fondatore, che lo ricordiamo con affetto e simpatia, in coro diciamo grazie SINDACO.

RINALDO DI NOBILE
08.09.1991
"Le testimonianze, nei suoi dettagli, mi sono state documentate da mio suocero Giuseppe Sigismondi, fratello del sindaco Giovanni Battista Sigismondi".



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