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CITTA' :: Il Centro antico
L'Impianto
urbanistico
Prima di formulare alcune ipotesi sulle ragioni
che hanno condotto all'urbanizzazione di Fara, conviene
osservare la morfologia naturale della valle e del
promontorio su cui sorge il centro antico. La valle
del Foro si chiude con la confluenza dei fiumi Foro;
Vesola S.Angelo e Vesola S.Martino, trovandosi ad
essere sbarrata dal promontorio ghiaioso del centro
antico. Colpisce subito la favorevolezza dei caratteri
geomorfologici per un insediamento militare, strategicamente
difeso sia dall'asperità orografiche, che
dai meandri dei fiumi Foro e Vesola. Non è
escluso che, almeno parzialmente i corsi dei suddetti
fiumi siano stati deviati dall'opera umana per meglio
circondare l'insediamento urbano come un perenne
e vorticoso fossato. Ma viene da chiedersi perchè
mai Fara nell'Alto Medioevo è stata un centro
militare? Oggi possiamo appellarci soltanto ad alcune
ipotesi più che a fonti scritte che chiariscano
la posizione e l'articolazione urbana dei secoli
altomedievali. Aiutati dalla toponomastica che ci
documenta in modo ineffabile la presenza longobarda
nel luogo, limitiamo al sec. VI d.C. le nostre considerazioni.
Dopo tre anni dalla morte di Giustiniano che ricompose
la quasi unità dell'Impero impero Romano
sconfiggendo i Goti, nel 568 i Longobardi iniziarono
la conquista dell'Italia. Mentre le coste italiane
rimanevano sotto il controllo bizantino, le parti
interne e montane soggiacevano all'invasione del
nuovo popolo. Si ebbe una progressiva conquista
dell'Italia che può riassumersi nel rapido
costituirsi dei Ducati Lombardo, Toscano, di Spoleto
e Benevento, e nella conquista delle coste. Si comprende
come le valli fluviali fossero i corridoi naturali
con i quali, le due forze politico-militari bizantine
e longobarde - entravano in contatto. In sostanza
si ebbe la necessità da parte dei Longobardi
di stanziarsi nelle località dalle quali
si poteva strategicamente respingere la rivincita
bizantina. Con la costituzione di "fare",
su terreni, militarmente adatti ad essere difesi,
ed in questo i caratteri naturali giocarono un preponderante
oppure vicino a centri o borghi rurali che già
si erano costituiti nel gotico, ottennero il loro
scopo. A chiarirci le idee, riferisce il Pellegrini:
"Fara S.Martino e Fara Filiorum Petri rappresentano
due casi caratteristici di continuità dal
primo insediamento longobardofino ai tempi nostri,
attraverso sviluppi e ristrutturazioni che si operarono
anche sotto l'influsso dei centri monastici (...)
Il quadro dello stanziamento longobardo di Fara
Filiorum Petri è completato dal toponimo
Selva Romana ubicato nei pressi e, secondo il Sabatini,
derivante da Silva Rimanna o Arimanna, che fa pensare
a una selva pertinente al fisco ducale o regio concessa
in uso o proprietà agli "arimanni"
(i liberi armati a servizio del re o del duca) abitanti
la Para, o a un gruppo di essi. L' arcaica specificazione
Filiorum Petri rimanda invece a un nucleo gentilizio
che nel caso si rifà a un capostipite non
dal nome longobardo, ma dal nome latino (...) la
specificazione Filiorum Petri appare abbastanza
tardivamente: essa risulta documentata la prima
volta (...) nel 1275."
(Pellegrini, Abruzzo medievale)
testi e disegni: Giuliano Di Menna
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