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:: TRADIZIONI :: Il libro sulle farchie


Cap. VIII
AZIONE NELLA PREPARAZIONE DELLA FARCHIA


Il carattere ludico della festa traspare dalle modalità con cui si conducono gli incontri nella casa dove si prepara la farchia.
In una battuta jeme a fa lu Sand'ndune (andiamo a fare il Sant'Antonio) si racchiude un modo di fare festa ben preciso:

- mangiare dolci;
- incontrare il vicinato;
- partecipare ai rituali festivi.

L'azione di gruppo inizia appena dopo Capodanno; gli uomini si organizzano per la ricerca delle canne mentre le donne si dedicano alla preparazione dei dolci e dei cibi in generale.
Ma tutto si incentra nella preparazione della farchia.
La farchia diventa un oggetto totemico attorno al quale si raduna il gruppo che vigila costantemente su di essa.
Nella costruzione sono richieste maestria e vigilanza, per evitare che durante la notte altri contradaioli rivali, possano danneggiarla (a dire il vero sembra che tale pericolo era più frequente nel passato). È abbastanza documentata la rivalità dei contradaioli che sfociava in episodi anche violenti; nottetempo alcuni si recavano nelle sedi di altre contrade per rubare le canne o tagliare i "legami" di salice. In alcuni casi il taglio dei legami avveniva sotto gli occhi degli astanti che intorpiditi dal vino erano più distratti. Il gesto assumeva il significato di derisione scherzosa obbligava i contradaioli a ripetere le fasi lavorative, quando la farchia era completamente rovinata. Si ribadiscono chiaramente i



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significati iniziatici di questa usanza: i giovani, i meno esperti dovevano vigilare insieme agli altri e dimostrare scaltrezza e autocontrollo.
In effetti la farchia è un oggetto-simbolo della collettività nel quale si concentrano la forza e capacità fecondativa di tutto il gruppo; infatti non è importante il luogo dove si costruisce la farchia ma l'azione di gruppo. Ancora oggi prima di iniziare la costruzione si usa sparare alcuni colpi di fucile a salve per attirare l'attenzione nella contrada, oltre che per evidenti significati apotropaici anche per sollecitare la formazione del gruppo. Anzitutto ci si procura la materia prima fondamentale: le canne e i rami di salice rosso.
La mattina, tra le 8 o le 9, il capofarchia spara un colpo di fucile a salve -s'attacche la farchie è il messaggio che tutti percepiscono.
Appena il gruppo si forma, si accende il fuoco (il falò) con cui ci si scalda e dove si scaldano i rami di salice da "torcere".

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La prima fase consiste nel preparare l'anima della farchia. Questa è costituita da un palo di legno cui si legano canne legate ottenendo la farchietta. Successivamente si ingrossa il diametro sino a raggiungere la dimensione anche di un metro e venti centimetri. alcuni contradaioli si procuranoi le canne per la futura festa già a conclusione di quella in corso, stipandole per un anno intero.

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