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TRADIZIONI :: Il
libro sulle farchie
Cap.
XI
I
LUOGHI DELLA FESTA
Va
precisato che non è nostro intento analizzare
tutti i luoghi festivi anche perchè ciò
richiederebbe un'indagine più accurata
e completa mentre ci soffermeremo solo ai luoghi
e spazi principali della festa.
Possono essere analizzati tre luoghi principali:
- luogo di contrada;
- il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio;
- lo spazio antistante la chiesetta di S. Antonio
ai Colli.
Come abbiamo già detto, la preparazione
della farchia avviene in prossimità di
abitazioni e mai alloro interno. Sono le aie,
gli slarghi o le radune all'aperto ad essere privilegiati
per la preparazione anche se, per evitare che
le canne si inumidiscano, la farchia viene protetta
da stand o teloni. È interessante notare
che la farchia della contrada "Para centro"
è preparata in piazza. Abbiamo notato come
i luoghi festivi rurali e urbani sono indistinti
in quanto è "l'aia" ad essere
coinvolta e non il "luogo urbano", infatti
gli allestimenti sono analoghi sia in ambiente
rurale che in ambiente urbano.
Ed è solo questa preoccupazione - cercare
di mantenere asciutte le canne - che fa decidere
ai contradaioli di scegliere luoghi al chiuso
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riporre le canne necessarie al confezionamento
della farchia o per la preparazione della farchia
stessa. Ma è soprattutto il luogo all'aperto
che è interessato alla festosità.
Si accende un grande fuoco alimentato con legna
di quercia, attorno al quale il gruppo si stringe
per le bicchierate, i canti del Sant'Antonio con
la musica del trevucette, e con i costruttori
che torcono i rami di salice. È sempre
su questo fuoco che viene fatta ardere parte della
farchia, quando poi, conclusasi l'accensione di
essa davanti alla chiesa di S. Antonio, viene
riportata nella contrada con evidenti significati
propiziatori.
Per questa preparazione sono necessari:
un'aia o una radura adatta a ospitare il cantiere
di confezionamento;
- un luogo per il fuoco;
- un riparo al chiuso per le canne;
- un locale riparato per le persone nel quale
ci si intrattiene in conversazione, mangiando
crespelle e bevendo vino.
Il piazzale antistante la chiesa di S.Antonio
è un luogo festivo di recente determinazione.
In passato le farchie venivano accese nella pubblica
piazza, all'interno del centro antico. In seguito,
solo per motivi di tutela dell'incolumità
pubblica, fu stabilito di trasferire la cerimonia
dell'accensione nel luogo attuale, più
confacente a contenere il pubblico e ad essere
recintato.
Si dice per tradizione che le farchie siano derivate
da alcune torce portate dai fedeli durante la
processione religiosa con la quale si trasportava
la statua del santo protettore dalla chiesa rurale
all'interno di quella parrocchiale, sita nel centro
antico. Con il passare del tempo le torce sono
diventate sempre più grandi sino ad assumere
le dimensioni attuali.
Abbiamo potuto osservare che non esiste gerarchia
tra le contrade, tutte uguali nell'esecuzione
dei rituali mentre sembra essere di prassi che
l'ultima ad essere accesa sia la farchia più
grande.
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