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TRADIZIONI :: la Banda Musicale
Gia
nel secolo XVII in Fara F. Petri si cominciò
ad armeggiare per mettere d'accordo i primi strumenti
a fiato. All'inizio del 1700 la banda era regolarmente
costituita. Nel 1772, per festeggiare l'arrivo
delle SS. Reliquie, l'ultima domenica di agosto
intervenne anche la banda locale, insieme con
quella militare di Pescara. Ciò vuol dire
che nel secolo XVIII la banda di Fara era un buon
complesso all'altezza del compito affidatole.
Nel secolo successivo essa si espresse in un meraviglioso
crescendo, per merito sopratutto di alcuni concittadini
che la musica, come si suol dire, ce l'avevano
nel sangue. Ricordiamo i fratelli Nicola e Biagio
Dell'Orefice, insegnanti di strumenti a fiato,
l'uno il clarinetto, l'altro la tromba presso
il Conservatorio Musicale di Napoli. Il terzo
fratello, Giuseppe dell'Orefice (1848-1889) fece
anche di più. Varcò i confini per
andarsene negli Stati Uniti D'America ove si distinse,
oltre come maestro e direttore d'orchestra, scritturato
dal famoso teatro Metropolitan di New York, anche
come compositore.
Merita una citazione di riguardo il concittadino
Raffaele Sigismondi, autore peraltro di qualche
buona composizione per strumenti a fiato. Inoltre,
fu sindaco nella seconda metà degli anni
60 (secolo 19).
Va ricordato pure il primo trombone Emilio Bianconi
il quale, al pari di altri, manifestò altrove
la propria vocazione musicale; ad es: suonò
nella banda municipale di Napoli. Si racconta
che questi, dopo avere bene interpretato l'opera
"I pagliacci" nel teatro Massimo di
Palermo, fu entusiasticamente complimentato dallo
stesso autore, il famoso Ruggero Leoncavallo,
che era presente. Siamo sul finire dell'800. Il
Bianconi, tra una parola e l'altra, gli suggerì
di visitare Fara, così avrebbe constatato
di persona quanto elevato fosse in questo paese
l'attacamento alla musica.
Negli anni 1898 e 1899 la banda riportò
un vistoso successo da una sua "tournè"
in Austria-Ungheria, dove era stata invitata dallo
stesso imperatore Francesco Giuseppe in occasione
di una Esposizione Internazionale in programma
nella capitale Vienna.
Al ritorno il complesso fece tappa a Fiume e Pola.
Due bravi maestri si alternarono alla direzione
artistica, Quirino Bianconi o Giovanni Battista
Sigismondi.
Ai primi del 900, fu maestro e concertatore il
predetto Sigismondi
il quale, nel periodo dal 1905 al 1910 fu anche
sindaco di Fara, svolgendo questo nuovo compito
abbastanza bene, come del resto aveva fatto suo
padre Raffaele.
A cominciare dal 1910, fu nominato maestro un
altro benemerito concittadino, il giovane Antonio
Dell'Orefice, nipote del noto compositore Giuseppe
Dell'Orefice scomparso vent'anni prima.
Il nuovo arrivato era uscito proprio allora dal
Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.
portò la banda a notevoli successi, facendo
servizio anche nel teatro "Gambrinius"
di Napoli per la durata di circa due mesi.
Dopo, assunse anche lui la direzione del "San
Carlo" di Napoli per alcuni anni. Partito
per gli Stati Uniti, diresse, come suo zio, l'orchestra
del teatro Metropolitan di New York. Intanto in
Europa era scoppiata la Prima Guerra Mondiale
coinvolgendo, purtroppo, anche l'Italia (24 maggio
1915), e la banda di Fara, come le altre, aveva
dovuto "segnare il passo".
Nel primo dopoguerra, piano piano essa si ricompose,
affidata al m° Ivo Bontanini originario di
Bologna, il quale aveva sposato una donna di Fara.
La diresse fino al 1927, allorchè fu sostituito
dal giovanissimo Hebron D'Aristotile, un elemento
del luogo reduce dalla prestigiosa banda dei Carabinieri
di Roma. Egli era ricco di estro e di talento.
Purtroppo morì nell'agosto del 1930, all'età
ancora molto verde di ventisei anni.
A partire dagli anni 30, la banda si sciolse,
e i suonatori che ne avevano formato le fila con
valore, proseguirono nella loro attività
presso altri complessi musicali abruzzesi. poi
venne la seconda Guerra Mondiale (1939-45), e
questo tipo di discorso, non c'è bisogno
di dirlo, dovette essere completamente chiuso...
Arrivato il 1949, nel perdurante clima, o quasi,
di soddisfazione per il ritorno della pace, la
banda fu ricostituita sotto la guida di un maestro
concertatore di Pretoro, il prof. Ettorino Di
Nizio, che aveva per collaboratore artistico Camillo
Salvatore, un promettente elemento giovane del
luogo; ma la brillante iniziativa durò
solo qualche anno. Si cercò di nuovo di
riprenderla nel 1950 sotto la direzione del maestro
di Palombaro, Giosaffatte. Ma solo dall'anno seguente
parve che volesse cominciare ad esserci più
consapevolezza d'intenti, con l'arrivo del maestro
Florio Croce il quale era insegnante presso il
Liceo Musicale "Luigi D'Annunzio" di
Pescara. Purtroppo, anche questa nuova iniziativa
naufragò a causa delle difficoltà
economiche. Così a partire dall'anno 1952,
dopo un ultimo esperimento col maestro Nicola
Catena di Lanciano, la banda musicale di Fara
Filiorum Petri rappresentò solo un ricordo,
forse non immeritevole di essere suggellato dalla
sua medesima "Marcia funebre", cioè
"Una lacrima sulla tomba di re Umberto 1°"
che ne aveva costituito una specie di esclusiva,
una delle più struggenti composizioni in
merito, autore Lavello.
Nella seconda metà del 900, i "resti"
della banda, ovvero i suonatori locali, prestavano
daelle volte modesto servizio in occasioni opportune,
specialmente festicciole di poco conto o, più
spesso, durante le fasi della festa delle Farchie
di gennaio.
Però anche la piacevole illusione d'ascoltare
il suono di vecchi musicanti concittadini, praticamente
scomparve verso la fine degli anni 70.
Nel 1957 si spense il bravo Antonio Dell'Orefice
(nato nel 1885) il quale aveva onorato, la banda
di Fara della sua direzione poco prima della Grande
Guerra 1915-18, e il paese intero della sua valentia
all'estero. Infatti partito per gli Stati Uniti,
aveva diretto, come lo zio Giuseppe, l'orchestra
di New York. Anche suo figlio Luigi aveva la stessa
carriera, riscosse in America numerosi successi.
Nonostante i suoi impegni di lavoro, egli, quando
poteva, preferiva rivedere la sua indimenticata
Fara F. Petri.
Cominciando
gli anni '90 soprattutto per lo spirito di iniziativa
e per l'encomiabile disinteressata buona volontà
del maestro concertatore Rinaldo Di Nobile e dell'ing.
Domenico Simone, risorse un piccolo concerto bandistico
formato da oltre venti entusiasti giovanissimi
elementi, subito alle prese con strumenti a fiato.
Esso volle iniziare col nome di "Pinetto
Di Nobile" in omaggio al figlio del suddetto
Rinaldo, scomparso in età giovanissima.
Questa " minibanda" fece il suo bravo
debutto l'ultima domenica del luglio 1992 festa
di Sant'Antonio Abate.
Il 20 maggio del 1993, la minibande farese partì
per la lontana Meding vicino Bonn in Germania.
Questa specie di tounèe fu presenziata
anche da altri complessi aventi tutti il compito
di dare lustro a una cosiddetta festa della birra.
I ragazzi di Fara furono molto applauditi. Contenti
e soddisfatti rientrarono in sede il 25 maggio
col proposito di non assentarsi ad eventuali manifestazioni
future.
Un altro saggio importante della loro attività
questi volenterosi ragazzi continuarono a darlo
in occasione della festa delle Farchie del 1993,
e della successiva antivigilia di fina luglio
'93 (sera del 23). Ma non è detto che in
seguito non debbano far crescere un certo interessamento
per le loro apparizioni.
Ecco intanto di chi si tratta:
ASSOCIAZIONE MUSICALE "PINETTO DI NOBILE"
anno 1991
Maestro concertatore: RINALDO NOBILE
Ciavalini Nicola, filicorno tenore in Si
bemolle
D'Angelo Lorenzo, sax contralto in Mi bemolle
D'Aristotele Camillo, clarinetto in Si
bemolle
De Ritis Tommaso, filicorno basso in Mi
bemolle
Di Fulvio Fulvio, gran cassa
Di Fulvio Luciano, sax tenore in Si bemolle
Di Lullo Emiliano, flauto ottavino in Do
D'Urbano Francesco, cornetta o tromba in
Si bemolle
D'Urbano Massimiliano, idem
Falco Alessandro, clarinetto in Si bemolle
Furiassi Gianni, idem
Furiassi Srgio, piatti
Mammarella Antonio, sax contralto in Mi bemolle
Mammarella Stefano, flauto ottavino in Do
Montefusco Gianluca, sax tenore in Mi bemolle
Pasquale Franco, filicorno baritono in SI
bemolle
Petini Gianluca, clarinetto in Si bemolle
Pitetti Paolo, cornetta o corno in Si bemolle
Simone Giulio, clarinetto in Si bemolle
Simone Matteo, idem
Simone Sandro, filicorno soprano in Si bemolle
Spila Luigi, trombone tenore in Si bemolle
Spila Pierluigi, tamburo
Tusè Antonio, trombone a tiro in Si
bemolle
Zinni Alfonso, cornetta o corno in Si bemolle
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